sabato 26 giugno 2010

Fuga numero due




In “Viaggio infinito” la fuga è intimamente collegata a quel desiderio di perdersi e dimenticarsi nell’eterno fuggire di un viaggio. L’ispirazione dell’opera proviene infatti da un percorso iniziato a Venezia con varie tappe lungo l’Adriatico e poi l’Egeo fino al Bosforo e Istanbul, con l’incanto degli arrivi e delle partenze nei vari porti e con una navigazione in vista delle coste e tra le isole. Si determina una situazione di straniamento che è fuga da sé e dalla propria vita di sempre. Nel quadro le parole illustrano questo stato d’animo.
La Poesia circolare: ... e poi andare per sempre lungo le coste frastagliate e vedere il colore del mare che cambia col trascorrere dell'ore vedere le luci della costa che ammiccano insolenti nel richiamo ma noi guardiamo i giochi del sole della luna delle stelle del cielo sulle onde voraci che ci mangiano il cuore ci strappano i ricordi ci trascinano nel viaggio infinito ci consolano nell'eterno presente di uno sguardo che si posa ammaliato sui riflessi del mare senza tempo andare e andare e poi andare...

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