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lunedì 2 aprile 2012

Indovina indovinello

«-Loro, proprio loro, - canticchiò il lungo personaggio a quadretti con voce da caprone, parlando di Stëpa al plurale.- Del resto, in questi ultimi tempi, hanno fatto porcherie spaventose. Si sbronzano, allacciano relazioni con donne approfittando della propria posizione, non fanno un accidente, e non fanno niente per il semplice motivo che non capiscono niente del lavoro che è stato loro affidato. Danno ad intendere lucciole per lanterne ai loro superiori!
-Usano senza una ragione le automobili dell'ufficio,- spiattellò il gatto, masticando un fungo.»

Indovina, indovinello: di chi si parla? di quale paese ? di che tempo?
Qualcuno potrebbe dire: Facile, sono i nostri attuali amministratori pubblici, che ci hanno portato, con l'aiuto di gran parte della classe politica, al ragguardevole traguardo di Stato tra i più corrotti in Europa (e forse al mondo).

E invece no. La citazione è tratta da "Il maestro e Margherita", di Bulgakov, l'epoca è quella contemporanea allo scrittore (cioé tra il 1928 e il 1940, periodo in cui ha scritto il romanzo) e il luogo è l'U.R.S.S., già, proprio l'Unione Sovietica.
Chi avrebbe mai detto che siamo così simili alla tanto vituperata burocrazia della dittatura staliniana?

domenica 21 novembre 2010

Bricconcelli che ricattano il regime

Di questi tempi in cui basta una giovane ladruncola a mettere in difficoltà il "regime" (e insisto regime) mi fa un curioso effetto leggere Il nipote del Negus di Camilleri, libro divertentissimo.

Racconta e trasforma la storia di un nipote del Negus venuto in Italia a studiare attorno agli anni Trenta, prima della guerra etiopica. Il protagonista del romanzo, molto disinvolto con le donne, amante del lusso e della bella vita, ne combina di tutti i colori e riesce a farsi mantenere, senza badare a spese e senza, per altro, adempiere alle richieste che gli vengono rivolte (scrivere una lettera allo zio Negus per esaltare le virtù della Rivoluzione Fascista). Questo giovane principe di colore, bello, atletico, grande amatore e, soprattutto, furbissimo, riesce a prendersi gioco di tutti, addirittura del duce, mostrando il vero volto miserabile del regime fascista. Camilleri propone documenti e fatti inventati che, nella loro falsità, ricostruiscono perfettamente l'atmosfera di quell'Italietta ridicola governata da personaggi tronfi e volgari.
(Ahimé, come somiglia all'Italia di oggi!).